Storia dell'impressionismo e dei pittori impressionisti

L'impressionismo è un movimento pittorico nato in Francia alla fine del 1800. Già dalla nasciata venne attaccato dalla critica del tempo in quanto rivoluzionava radicalmente il modo di interpretare l'arte della pittura.

Gli impressionisti devono il loro nome ad un articolo del critico L. Leroy che, richiamandosi in senso spregiativo al titolo del quadro di  Claude Monet (in basso a destra) intitolato "Impressione: levar del sole", definì impressionisti un gruppo di artisti che erano stati costretti ad esporre le loro opere nelle sale del fotografo Nadar a Parigi (in basso a sinistra) dopo essere stati rifiutati dalla giuria del "Salon", la manifestazione espositiva ufficiale che in quel tempo era l'unico modo per consacrare la fama di un artista.

La data dell'apertura della mostra al Salon (15 aprile 1874) e quella dell'articolo di Leroy (25 aprile 1874) sono dunque fondamentali in quanto segnano ufficialmente la nascita ufficiale del movimento l'impressionista.

Nel ventennio precedente esisteva già tale movimento ma non era stato ancora forgiato come un vero e proprio movimento pittorico, delineandone il concetto di base di vedere la realtà attraverso un'impressione di forme, luci e colori.

Motivo essenziale dell'impressionismo è il tentativo di rappresentare la realtà che ci circonda con uno stile nuovo, una bozza con colori vivi che si concretizza nella nostra mente. Gli impressionisti tendono a rendere questa realtà così come credono di percepirla, non  rappresentando solamente la realtà naturalistica, ma estendono la loro opera anche alle figure umane, vicende di vita quotidiana.

La percezione della realtà così come loro la vedevano e non come i canoni dell'epoca dovevano vederla. Questo stà la vera modernità e e nell'innovazione degli impressionisti. L'uso di luci e ombre viste con l'uso di colori vivi, le tavolozze dei nuovi artisti si rinnova come mai prima si era osato fare. L'artista esce dallo studio e si reca direttamente sul posto, all'aria aperta, poer imprimere sulla tela ciò che il mondo circostante gli emana.

L'utilizzo di colori per lo più "complementari" determina una straordinaria luminosità dei loro dipinti.
Una nota è doverosa. La critica contemporanea non ha dato una giusta attenzione all'anticipazione degli impressionisti con la  i "macchiaioli fiorentini" che anticipavano questo nuovo modo di dipingere.

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Locandina ufficiale della prima esposizione e lo studio del fotografo Nadar dove si svolse


I PITTORI PARTECIPANTI ALLA PRIMA ESPOSIZIONE



Frédéric Bazille, Eugène Boudin, Leon Bonnat, Alexandre Cabanel, Gustave Caillebotte, Paul Cezanne, Jean-Baptiste, Camille Corot, Gustave Courbet, Henri Fantin-Latour, Charles-François Daubigny, Edgard Degas ,Eugène Delacroix, Jean-Léon Gerome, Eva Gonzales, Jean Auguste Dominique Ingres, Eduard Manet , Jean-Louis-Ernest Meissonier, Claude Monet, Pierre August Renoir, Vincent Van Gogh, Paul Gauguin


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